Con il nuovo aggiornamento iPhone è possibile trasferire i dati su Android senza più usare app esterne
Con il rilascio di iOS 26.3, Apple introduce una nuova funzione obbligatoria che consente agli utenti di trasferire i propri dati da iPhone ad Android in modo diretto, senza dover installare app terze. La novità arriva a seguito del Digital Markets Act, la normativa europea che impone ai giganti tecnologici di aprire i propri ecosistemi per favorire concorrenza e libertà di scelta. La funzione è già disponibile dal 12 febbraio 2026 in tutti i Paesi dell’Unione Europea, insieme all’aggiornamento gemello iPadOS 26.3.
Il trasferimento avviene direttamente dalle impostazioni del dispositivo, rendendo l’operazione molto più semplice rispetto al passato. Vengono migrati in automatico contatti, messaggi, foto, note, app compatibili, password e altri contenuti personali, che fino a ieri richiedevano procedure complesse o applicazioni Google dedicate. Oggi basta attivare la funzione e iniziare il collegamento: lo strumento è integrato nativamente e disponibile solo per gli utenti europei.
Lo strumento nascosto dentro iOS 26.3 (e cosa permette di fare)
Il cambiamento arriva in silenzio, ma segna una svolta. Il nuovo tool per il passaggio da iOS ad Android è visibile solo in condizioni specifiche, cioè quando si configura un dispositivo Android come nuovo telefono e si seleziona l’opzione per importare dati da un iPhone. A quel punto, il sistema iOS rileva la richiesta e propone la funzione nativa per la migrazione. Nessuna app da scaricare, nessun passaggio intermedio. Solo un trasferimento guidato, diretto e completo.
Il sistema permette di copiare quasi tutti i dati personali, incluso l’accesso agli account, i dati salvati nel portachiavi Apple, parte della cronologia e i contenuti multimediali locali. Non vengono però migrate app non compatibili con Android, né alcune funzioni riservate all’ecosistema Apple. Il passaggio resta comunque molto più ampio e automatico rispetto al passato.

Lo strumento nascosto dentro iOS 26.3 (e cosa permette di fare) – picc.it
Questa modifica non nasce da un’iniziativa volontaria dell’azienda. La Commissione Europea, con il Digital Markets Act, ha imposto a tutti i cosiddetti gatekeeper (tra cui Apple, Google, Meta, Amazon) di consentire la portabilità dei dati e di eliminare le barriere tecniche che ostacolano il passaggio tra servizi concorrenti. Per Apple, ciò ha significato dover offrire agli utenti una via d’uscita dal proprio ecosistema, e semplificare la migrazione verso Android.
Nelle note ufficiali dell’aggiornamento, Apple accenna alla novità in modo vago, ma le autorità europee confermano che si tratta del primo passo concreto in linea con i nuovi obblighi normativi. Chi vive fuori dall’UE non ha accesso a questa funzione, almeno per ora. È probabile che venga introdotta anche in altri mercati sotto pressione regolamentare, ma non ci sono conferme.
L’impatto sul mercato mobile e il segnale politico dell’UE
Apple ha sempre gestito i suoi dispositivi con un alto grado di chiusura e controllo, e proprio per questo è stata spesso criticata da autorità e concorrenti. Il fatto che un utente possa oggi abbandonare l’iPhone con pochi tocchi, senza ostacoli tecnici o software obbligatori, rappresenta una novità storica.
L’aggiornamento è stato rilasciato contemporaneamente in tutti i 27 Stati membri dell’Unione e riguarda iPhone compatibili con iOS 26.3, quindi tutti i modelli dal 12 in su. Apple non ha fatto pubblicità alla funzione, ma secondo alcune fonti interne avrebbe già monitorato i primi flussi di migrazione, che sarebbero in crescita rispetto agli anni precedenti.
Alcuni analisti ipotizzano che questa apertura, anche se forzata, possa spingere Apple a ripensare la strategia di fidelizzazione degli utenti, puntando di più su servizi e abbonamenti che sulla chiusura tecnica dei dispositivi.
Il Financial Times ha già evidenziato che, in mercati come la Cina, gli utenti iniziano a scegliere iPhone per ragioni estetiche e simboliche più che per fedeltà al sistema operativo. L’iPhone 17 Pro arancione, per esempio, è diventato uno status symbol. Ma in Europa, la tendenza potrebbe cambiare, perché più libertà di movimento significa anche più concorrenza tra sistemi.
Il nuovo aggiornamento, anche se presentato come tecnico e “minore”, è in realtà il primo effetto tangibile della politica europea contro i monopoli digitali. E nei prossimi mesi, altri obblighi entreranno in vigore: apertura agli store alternativi, possibilità di scegliere browser predefiniti diversi da Safari, gestione trasparente della pubblicità. Il campo di battaglia si sposta, ma il messaggio resta: l’utente deve essere libero di scegliere e di andarsene, se vuole.








