I bambini e l’uso dei social network rappresentano una tematica cruciale e delicata nel contesto delle tecnologie digitali odierne. Con l’accesso sempre più precoce a smartphone e piattaforme social, emergono rischi spesso invisibili ma molto concreti, che coinvolgono la sicurezza, la salute mentale e l’educazione digitale dei più piccoli.
I pericoli nascosti dell’uso dei social da parte dei bambini
Secondo il Prof. Giuseppe Riva, esperto di Psicologia delle nuove tecnologie presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dare accesso ai social network a un bambino senza una corretta preparazione equivale a lasciarlo solo in una città sconosciuta. Sebbene la maggior parte riesca a orientarsi, una piccola percentuale può incorrere in problemi seri, che spesso sfociano in episodi finiti sulle cronache giornalistiche.
Le principali insidie legate all’uso dei social da parte dei bambini sono due. Innanzitutto, i social network spalancano un mondo relazionale che i genitori faticano a controllare. A differenza delle amicizie “reali”, dove la supervisione è più semplice, online i bambini possono entrare in contatti con persone sconosciute o influenze negative senza che gli adulti ne siano consapevoli.
In secondo luogo, il confronto sociale precoce è un elemento di particolare preoccupazione. Se normalmente tale confronto inizia durante l’adolescenza, con i social avviene molto prima: i bambini si trovano a misurare la propria popolarità attraverso “like” e visualizzazioni, e questo può generare ansia, depressione e comportamenti estremi per ottenere approvazione virtuale.
Un ulteriore problema è rappresentato dalla facilità con cui i bambini possono compiere gesti leggeri ma potenzialmente dannosi, come condividere foto compromettenti o scatenare forme di bullismo digitale. Nonostante la rimozione di contenuti, la diffusione online rende quasi impossibile bloccare la circolazione di immagini o video già condivisi.
L’età minima e il ruolo dei genitori nell’accesso ai social
In Italia, la legge stabilisce un limite di età per l’iscrizione ai social network: non è consentito agli under 13 iscriversi, mentre tra i 13 e i 14 anni è necessaria l’autorizzazione dei genitori. Tuttavia, nella pratica, molti bambini aggirano queste regole dichiarando una data di nascita falsa, spesso con il benestare o la complicità degli adulti di riferimento.
Il fenomeno è facilitato dal fatto che i bambini ricevono uno smartphone già in età molto giovane, spesso intorno alla prima comunione, e subiscono pressioni sociali da coetanei per accedere ai social. Di fronte a questo, molti genitori cedono, permettendo ai figli di utilizzare piattaforme senza le adeguate competenze digitali.
Il Prof. Riva sottolinea come questa situazione sia simile a un bambino che guida un motorino senza patente: è necessaria una “patente digitale” che certifichi le competenze e la consapevolezza nell’uso di questi strumenti. Finora nessuno ha formalizzato questo percorso educativo, lasciando i bambini esposti a rischi evitabili.
Cosa possono fare i genitori per tutelare i propri figli?
Il primo passo per i genitori è informarsi sui rischi reali e sul funzionamento delle piattaforme social frequentate dai figli. È fondamentale instaurare un dialogo aperto e stabilire regole chiare sull’uso dello smartphone e dei social network.
Sul sito Natividigitali.com, ad esempio, sono disponibili contratti educativi gratuiti che i genitori possono utilizzare per concordare con i bambini limiti e comportamenti corretti nell’ambiente digitale. Questi strumenti aiutano a definire un confine tra libertà e sicurezza, evitando l’accesso incontrollato.
Inoltre, è importante che gli adulti acquisiscano competenze digitali di base, per poter guidare i propri figli nell’uso consapevole della rete, prevenendo situazioni di disagio psicologico e tutelando la privacy dei minori.
L’impatto psicologico e sociale dell’uso precoce dei social nei bambini
L’accesso prematuro ai social network influisce anche sullo sviluppo psicologico e sociale dei bambini. La continua esposizione a stimoli e confronti sociali può generare un senso di insicurezza e ansia, alterando la naturale fase di crescita e di costruzione dell’identità.
Il Laboratorio Sperimentale Ricerche Tecnologiche applicate alla Psicologia di Auxologico si occupa di studiare queste dinamiche per migliorare la valutazione e la prevenzione dei problemi legati alle nuove tecnologie. Attraverso la cyberterapia e interventi di psicologia clinica, si cerca di contrastare gli effetti negativi dell’iperconnessione, soprattutto in età evolutiva.
In questo contesto, il coinvolgimento di famiglie, scuole e operatori sanitari è essenziale per sviluppare una cultura digitale responsabile e proteggere i più giovani da rischi invisibili ma reali.








