Il ciclone Harry ha colpito duramente il Sud Italia, in particolare le regioni di Sicilia, Sardegna e Calabria, causando una situazione di emergenza meteorologica senza precedenti negli ultimi decenni. L’evento ha generato una vasta allerta rossa, evacuazioni, danni ingenti e disagi per la popolazione, evidenziando la necessità di una risposta tempestiva e coordinata da parte delle autorità.
L’impatto del ciclone Harry su Sicilia, Sardegna e Calabria
Il ciclone Harry si è manifestato come un vortice di bassa pressione di origine atlantica che si è isolato sul Mediterraneo occidentale, intensificandosi e spostandosi lentamente verso est, come spiegato dal meteorologo Giulio Betti del consorzio LaMMa. Questo movimento lento ha accumulato energia in un’area limitata, portando a precipitazioni eccezionali, venti di burrasca e mareggiate intense. Nelle tre regioni sono stati registrati accumuli di pioggia tra 500 e 600 millimetri in 72 ore, onde alte fino a 10 metri e raffiche di vento oltre i 100 km/h.
In Sicilia, sono state evacuate circa 190 persone in diverse località costiere, tra cui Giampilieri Marina, dove 32 ospiti di una RSA sono stati trasferiti in strutture sicure, e Acireale, con circa 95 residenti allontanati dalle frazioni costiere. Nel messinese, una voragine si è aperta sul lungomare di Santa Teresa di Riva, causando anche il ferimento di una persona che si trovava a bordo di un’auto precipitata al suo interno. Il fiume Agrò è esondato, provocando la chiusura di tratti della Statale 114.
La Sardegna ha vissuto momenti di paura con l’isolamento di due pastori a Urzulei, fortunatamente ritrovati sani e salvi dopo una notte in un ovile. Il maltempo ha causato la chiusura urgente di importanti arterie stradali come la Statale 389 e la Strada Provinciale SP 95, a causa di esondazioni e frane. Nel Nuorese, il fiume Cedrino è pericolosamente esondato, con conseguenti chiusure stradali e inviti alla popolazione a evitare le zone a rischio.
In Calabria, particolarmente colpita è stata la costa ionica, con mareggiate che hanno raggiunto onde di oltre sei metri. A Melito Porto Salvo, il lungomare ha subito gravi danni con il crollo del muro di contenimento. A Bivongi, una strada provinciale è stata interrotta a causa del crollo del manto stradale. Inoltre, a Bianco una persona è rimasta ferita dalla caduta di un masso su un’auto lungo la strada statale 106.
L’eccezionalità del ciclone Harry e il ruolo del cambiamento climatico
Il ciclone Harry non è stato un semplice episodio di maltempo, bensì una tempesta mediterranea eccezionalmente intensa, come sottolineato dagli esperti meteorologi. La sua potenza è stata paragonata a eventi di 40-50 anni fa, con caratteristiche che lo rendono raro per il bacino mediterraneo. A influire sull’intensità dell’evento è stato anche il riscaldamento delle acque del Mediterraneo, che oggi presenta temperature superficiali ben al di sopra delle medie storiche, fornendo maggiore calore e vapore acqueo all’atmosfera.
Queste condizioni hanno amplificato la capacità del ciclone di generare precipitazioni violente e forti venti, con accumuli di pioggia che normalmente si registrano nell’arco di un anno intero, concentrati invece in pochi giorni. Questo fenomeno evidenzia come il cambiamento climatico stia aumentando la frequenza e la severità di eventi meteorologici estremi nel Mediterraneo, rendendo necessaria una maggiore attenzione e preparazione da parte delle istituzioni e della popolazione.
Le misure di prevenzione e le evacuazioni in Sicilia
Le autorità siciliane, con il Dipartimento Regionale della Protezione Civile, hanno messo in atto un piano di emergenza che ha previsto ordinanze di evacuazione e chiusure di scuole in circa 150 comuni, coinvolgendo oltre 200 Comuni e migliaia di operatori tra protezione civile, vigili del fuoco e volontari.
A Marzamemi, frazione costiera particolarmente vulnerabile perché situata sotto il livello del mare, il sindaco Giuseppe Giambuzza ha disposto l’evacuazione preventiva degli abitanti delle zone più esposte, con circa 40 persone messe in sicurezza in strutture ricettive o presso parenti. Le onde hanno raggiunto altezze superiori ai 10 metri, ma fortunatamente le strutture hanno retto e i danni sono stati contenuti.
Il lavoro coordinato tra prefettura, vigili urbani e volontari ha permesso di prevenire perdite umane, evidenziando come un’efficace attività di allerta e evacuazione sia fondamentale soprattutto in presenza di eventi meteorologici di tale portata.
Il ciclone Harry rappresenta un monito importante sulle conseguenze di eventi meteorologici estremi nel Mediterraneo e sulle esigenze di una solida strategia di prevenzione e risposta, soprattutto in un contesto climatico che vede aumentare la frequenza di fenomeni simili. Le recenti esperienze in Sicilia, Sardegna e Calabria mostrano come la tempestività e la collaborazione tra istituzioni e cittadini siano determinanti per limitare i danni e preservare la sicurezza della popolazione.








