Non tutti sanno che c’è un limite al pignoramento della pensione: ecco come funzionano le leggi, nello specifico.
Quando si parla di pensione, la parola “pignoramento” suscita immediatamente preoccupazione. È naturale: stiamo parlando di quella cifra mensile che rappresenta sicurezza e tranquillità dopo anni di lavoro. Spesso si tratta dell’unica entrata certa su cui contare.
Tra timori, leggende metropolitane e interpretazioni frettolose, però, si dimentica un dettaglio fondamentale. La legge stabilisce confini chiari e tutele precise, pensate proprio per proteggere chi ha già pagato il suo prezzo con fatica e dedizione.
Negli ultimi mesi, il tema è tornato al centro dell’attenzione pubblica, in parte grazie a un intervento legislativo pensato per fare chiarezza. Non significa che tutto sia permesso né che il pensionato resti indifeso. Il sistema cerca di bilanciare due esigenze opposte ma entrambe essenziali: da un lato la tutela del creditore, dall’altro la protezione di chi vive con la pensione.
Comprendere esattamente dove si colloca questo confine è decisivo per sapere quali rischi esistono davvero e quali garanzie restano intoccabili, evitando ansie ingiustificate e decisioni affrettate.
Pensioni e pignoramenti: ecco il limite fissato dalla legge che devi assolutamente conoscere
Negli ultimi mesi il tema del pignoramento delle pensioni ha catturato l’attenzione pubblica, in parte per la crescente preoccupazione dei pensionati, in parte per una pronuncia chiara della Corte Costituzionale che ha definito limiti e regole con precisione.

Pignoramento della pensione, il limite che in pochi conoscono-picc.it
La sentenza n. 216 di dicembre 2025 ha confermato la legittimità dell’articolo 69 della legge 153 del 1969, consentendo all’INPS di recuperare somme indebitamente percepite o contributi non versati, senza intaccare il trattamento minimo, tutelando così il reddito di chi vive della pensione.
La Corte ha respinto i dubbi sollevati dal Tribunale di Ravenna circa possibili violazioni degli articoli 3 e 38 della Costituzione, chiarendo che il diverso trattamento rispetto alle regole generali sul pignoramento non è irragionevole. La normativa speciale sulle pensioni si giustifica proprio con la natura dei crediti previdenziali, che mirano a reintegrare risorse fondamentali per la sostenibilità dell’intero sistema pensionistico.
L’attenzione è prevalentemente sul meccanismo che funge anche da deterrente contro comportamenti fraudolenti, salvaguardando risorse che garantiscono la continuità delle prestazioni future. Il bilanciamento operato dal legislatore appare chiaro: il pensionato mantiene una soglia minima protetta, mentre l’INPS può agire entro limiti ben definiti, assicurando equilibrio tra diritti individuali e interesse collettivo.
La sentenza costituisce così una conferma importante: il pignoramento pensione, se disciplinato secondo le regole esistenti, non comprime il diritto all’assistenza previdenziale, ma preserva la solidità del sistema, garantendo che le pensioni rimangano una sicurezza reale e tutelata per chi vi fa affidamento.








