Economia

Pensioni, nuovi aumenti (con arretrati) a marzo e a chi spettano

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Pensioni più alte a marzo - picc.it

Nel mese di marzo, possono arrivare delle pensioni più alte, anche se non a tutti i beneficiari. Ecco a chi vanno.

Gli importi variano spesso di mese in mese, anche in modo piuttosto significativo. I pensionati percepiscono infatti a volte cifre più alte o più basse senza capirne la ragione. Grazie ai servizi digitali delle Pubbliche Amministrazioni, incluso l’INPS, si può però controllare da casa cosa accade al proprio trattamento pensionistico. Nell’area riservata di ogni pensionato, a cui si può accedere con SPID, CIE o CNS, sono infatti messi a disposizione i cedolini pensioni. A febbraio la pensione potrebbe quindi essere più elevata rispetto a quella del mese di gennaio, perché a dei pensionati non è stato applicato a inizio anno l’importo pieno del trattamento.

Ecco a chi andrà la pensione più alta a febbraio

Diversi fattori hanno fatto sì che alcuni pensionati ricevessero a gennaio un importo più basso, anche se in questo periodo viene completata la perequazione delle pensioni, ossia l’adeguamento degli importi al tasso di inflazione. L’INPS ha inoltre messo in atto i conguagli fiscali relativi al 2025 e ha chiuso i conti con il Fisco per l’anno precedente. Questa mossa ha quindi fatto sì che ci fossero spesso delle trattenute a consuntivo, applicate direttamente sul rateo di gennaio.

pensioni più alte

Pensioni più alte a marzo – picc.it

Con la pensione di febbraio, arriva quindi per molti pensionati il trattamento pieno del 2026, che include la rivalutazione, pari all’1.4%. Il trattamento 2026 dovrebbe perciò risultare superiore dell’1.4% rispetto a quello percepito nel 2025. Tra febbraio e marzo molti anziani riceveranno per la prima volta l’importo che è stato pienamente rivalutato, anche se non è sempre sufficiente applicare l’1.4% per capire quale possa essere l’importo corretto della pensione. Entrano perciò in gioco le regole della perequazione, che prevedono aumenti differenziati in base all’importo della pensione. Le percentuali corrette da usare per arrivare all’importo spettante sono le seguenti:

  • Pensioni fino a quattro volte il trattamento minimo INPS con una rivalutazione piena del 100%, quindi +1,4%;
  • Quota di pensione compresa tra quattro e cinque volte il minimo con una rivalutazione al 90% del tasso di inflazione, pari a +1,26%;
  • Quota eccedente cinque volte il minimo con una rivalutazione ridotta al 75% del tasso di inflazione, pari a +1,05%.

Con l’uso di queste percentuali si giunge quindi all’importo totale, considerando che nel mese di gennaio i calcoli sono stati più difficili da fare a causa delle diverse operazioni da mettere in atto come il conguaglio Irpef, le addizionali comunali e regionali. Adesso molti pensionati avranno un quadro più chiaro della situazione economica di questi primi mesi dell’anno.

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