Il nuovo contributo definisce criteri di accesso e tutele. Domande su piattaforma INPS da settembre 2026, priorità ai casi gravi
Dopo anni di attesa e dibattito, il riconoscimento giuridico e sociale di questa figura delicata e spesso invisibile si traduce in un concreto aiuto economico e in una nuova cornice normativa che ne definisce ruoli, tutele e modalità di accesso. L’INPS avrà il compito di gestire l’intero iter, assicurando un monitoraggio puntuale e un controllo costante sulla permanenza dei requisiti, evitando sovrapposizioni e garantendo l’equità nella distribuzione delle risorse.
L’impegno delle istituzioni, insieme al contributo delle associazioni e delle famiglie, sarà fondamentale per costruire un sistema di supporto efficace, capace di accompagnare e affiancare chi quotidianamente si prende cura di persone fragili, spesso a discapito della propria salute e delle proprie opportunità.
Il nuovo quadro normativo e le somme
Il Bonus caregiver 2026 rappresenta una svolta nel sistema di welfare italiano, valorizzando il ruolo di oltre sette milioni di persone che quotidianamente si prendono cura di familiari con disabilità gravi o condizioni di non autosufficienza. Il disegno di legge recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, definisce con precisione chi è il caregiver familiare e quali sono i suoi diritti, introducendo tutele concrete e un sostegno economico mirato.
Il caregiver familiare viene identificato come colui che assiste in modo stabile e prevalente un parente entro il terzo grado affetto da patologie croniche o disabilità gravi. La legge istituisce un processo di riconoscimento formale, che vede l’inserimento obbligatorio del nominativo del caregiver nel “Progetto di vita” e nel Piano Assistenziale Individualizzato (PAI) della persona assistita, garantendo così trasparenza e certezza giuridica.

Il bonus destinato ai caregiver – (picc.it)
Il contributo economico, che può arrivare a un massimo di 400 euro mensili (erogati trimestralmente per un totale di 1.200 euro ogni tre mesi e fino a 4.800 euro annui), è destinato prioritariamente ai caregiver che assistono persone con disabilità gravissima e che si trovano in condizioni di disagio economico, con reddito da lavoro non superiore a 3.000 euro annui e un ISEE familiare fino a 15.000 euro.
Il bonus, di natura assistenziale, non concorre alla formazione del reddito e non incide sulla dichiarazione fiscale. È previsto un solo contributo per nucleo familiare, destinato al caregiver che svolge la funzione di assistenza prevalente. Per accedere al beneficio, il caregiver deve garantire almeno 91 ore settimanali di assistenza e convivere con la persona assistita.
La domanda dovrà essere presentata tramite una piattaforma dedicata dell’INPS, che sarà operativa a partire da settembre 2026, e prevede l’allegazione di documentazione medica attestante la condizione di non autosufficienza secondo la Legge 104/1992, oltre a una dichiarazione di convivenza. I primi pagamenti sono attesi nel 2027, dopo le verifiche sui requisiti e le risorse disponibili.








