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Quando e perché è necessario lavare i gatti: consigli degli esperti veterinari

Quando e perché è necessario lavare i gatti: consigli degli esperti veterinari
Quando e perché è necessario lavare i gatti: consigli degli esperti veterinari

Intro
I gatti sono animali notoriamente molto puliti, capaci di prendersi cura da soli del proprio mantello tramite un’accurata toelettatura quotidiana. Tuttavia, sorge spesso il dubbio: i gatti vanno lavati? Sebbene il loro istinto li porti a mantenersi puliti, ci sono situazioni in cui il bagno diventa necessario per il loro benessere e per prevenire problemi legati all’igiene e alla salute.

Quando è necessario lavare un gatto?

Il gatto, per sua natura, si pulisce autonomamente, ma il suo mantello può comunque sporcarsi, specialmente se l’animale ha accesso all’esterno o si avventura in giardino. In questi casi, la presenza di polvere, terra o altre impurità rende utile un lavaggio. Inoltre, il bagno è indispensabile in alcune circostanze specifiche:
– Gatti che indossano il collare elisabettiano dopo un intervento chirurgico, impedendo loro di leccarsi e pulirsi;
– Esemplari anziani o con problemi di mobilità che non riescono più a mantenere una corretta igiene personale;
– Situazioni in cui il gatto entra in contatto con sostanze tossiche, per evitare che ingerisca agenti nocivi leccandosi il pelo.

Inoltre, il lavaggio aiuta a eliminare parassiti come pulci, zecche e pidocchi, che possono infestare il mantello.

Frequenza e modalità corrette di lavaggio

Non esiste una regola fissa per quanto riguarda la frequenza del bagno: essa varia in base a diversi fattori quali il tipo di pelo, lo stile di vita e la stagione. Indicativamente, un gatto a pelo lungo richiede un bagno ogni 2-3 settimane, mentre uno a pelo corto può essere lavato una volta ogni 2 mesi. È importante non esagerare, poiché lavaggi troppo frequenti possono indebolire il pelo e irritare la pelle.

Per rendere l’esperienza meno traumatica, è fondamentale seguire alcune accortezze:
– Utilizzare acqua tiepida, a una temperatura ideale di 38-39 °C, e una quantità limitata (10-15 cm di altezza in una bacinella);
– Impiegare sempre uno shampoo specifico per gatti, preferibilmente diluito in acqua;
– Evitare di bagnare il muso, le orecchie e gli occhi;
– Risciacquare con delicatezza, usando una caraffa o una doccetta a bassa pressione;
– Asciugare il gatto avvolgendolo in un telo caldo e completare con un phon silenzioso o una stufetta termoconvettore, facendolo abituare prima al rumore.

Abituare il gatto all’acqua fin da cucciolo può facilitare notevolmente il processo, riducendo lo stress.

Alternative al bagno tradizionale

Se il gatto si mostra particolarmente restio o stressato al contatto con l’acqua, è consigliabile non insistere con il lavaggio classico. In questi casi, si possono utilizzare metodi alternativi per mantenere pulito il pelo, come:
– Salviette umidificate specifiche per animali;
– Panni leggermente inumiditi per una pulizia mirata;
– Shampoo a secco, utili soprattutto per rimuovere polvere e sporco superficiale senza bagnare il micio.

Questi metodi sono particolarmente indicati quando il bagno è sconsigliato o impossibile, garantendo comunque un buon livello di igiene senza causare stress all’animale.

I gatti vanno lavati? La risposta è sì, ma solo quando necessario e con le dovute precauzioni per salvaguardarne il benessere e il comfort. Il lavaggio può essere un valido alleato per mantenere il mantello lucido, sano e privo di parassiti, ma deve essere affrontato con calma, attenzione e rispetto per la natura del gatto.

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